Terapia Neuropsicomotoria

 

Neuropsico motricità

 

Terapia Neuropsicomotoria

Il terapista della neuropsicomotricità (T.N.P.E.E.) è colui che si occupa delle problematiche evolutive legate alla sfera motoria, comunicativa, relazionale.

E’ una figura di riferimento di grandissima importanza per il bambino e per la famiglia del bambino con disagio evolutivo poiché si occupa della presa in carico globale del minore, aiutandolo a crescere in maniera armonica incoraggiando ed indicando la strada per il superamento della difficoltà.

 

  • Effettua valutazioni delle problematiche del bambino utilizzando i test e la valutazione obiettiva
  • Individua ed elabora nell'èquipe multiprofessionale, il programma di prevenzione e riabilitazione
  • Attua interventi riabilitativi utilizzando tecniche specifiche per fascia d'età e diagnosi
  • Verifica l'adozione di ausili
  • Attua procedure rivolte all'inserimento dei soggetti in contesti sociali e scolastici 

 

La Postura può essere definita come la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei, per il mantenimento dell’equilibrio con il minor dispendio energetico, sia in condizioni statiche che dinamiche, su cui influiscono i fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali.

  • Prevenzione
  • Osservazione-valutazione
  • clinico-terapeutico  

L'intervento terapeutico é indirizzato alle funzioni emergenti che si trasformano nel corso dello sviluppo, ostacolato o rallentato dalla presenza di disturbi di tipo neuro e psicomotorio, comunicativo-affettivo e neuropsicologico, all'interno di quadri clinici complessi ed eterogenei.

La caratteristica dell'intervento é rappresentata da un lavoro rivolto non tanto al deficit, ma all'integrazione delle competenze emergenti, incluse quelle atipiche.

Neuropsicomotricità esmpi di lavoro

L'intervento neuropsicomotorio copre una fascia d'età molto estesa che va dalla prima infanzia all'adolescenza, ma esprime la sua massima efficacia nell'età precoce 0-3 anni e nell'età pediatrica 4-7 anni, laddove le abilità emergenti pur essendo riconducibili a specifici settori (motorio, linguistico...) non possono essere scisse dalle funzioni di attenzione, percezione, memoria, motivazione, regolazione affettiva promosse attraverso esperienze totali e globalizzanti caratteristiche dell'approccio neuropsicomotorio. 

Questi fattori a livello muscolare determineranno un aumento dello stato di contrazione che aggiungendosi al tono basale preesistente, col tempo, creerà stati di accorciamento muscolare permanente, con vere e proprie retrazioni muscolari. Così avere una buona postura si traduce in una diminuzione della tensione muscolare ed in una minore sollecitazione delle articolazioni, riduzione dei possibili processi infiammatori e quindi del dolore, nonché un rallentamento dei fenomeni artrosici-degenerativi.

 

IN QUALI CASI E' INDICATA

  • nelle conseguenze di prematurità 
  • nei disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia) 
  • nei disturbi di sviluppo (ritardo, iperattività, disturbi dell'attenzione) e nei disturbi di apprendimento (ritardo, disgrafia) 
  • nelle sindromi genetiche 
  • nelle patologie neuromotorie (paralisi celebrali infantili, patologie ortopediche dell’età evolutiva) 
  • nei disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico) e della regolazione emotivo-comportamentale 
  • nel ritardo mentale 
  • nelle patologie neuropsichiatriche acute e croniche, in tutte quelle situazioni in cui il disturbo origina o coinvolge principalmente la dimensione corporea interattiva

 

Scritto da Maddalena Saccoccio

 

Operatrice: Maddalena Saccoccio

Altre informazioni le trovate qui: http://www.studiohakunamatata.com

 

Neuropsicmotricita sviluppo applicazione pratica